PAPUA NUOVA GUINEA
IL FESTIVAL DI GOROKA E IL FIUME SEPIK

FOCUS DEL VIAGGIO:
- IMPEGNO MEDIO/ALTO
- DURATA 14 GIORNI, 10 NOTTI
- VIAGGIO CULTURALE, NATURALISTICO, ETNOGRAFICO
- GUIDA LOCALE IN LINGUA ITALIANA
STILE DEL VIAGGIO:
- ECO-SOSTENIBILE A TUTELA DELL’HABIT LOCALE
- ECO-TURISMO CON VISITA A VILLAGGI ETNICI E REALTA’ SOCIALE
- TURISMO NATURALISTICO, ETNICO, WILDLIFE, UNESCO HERITAGE
- TURISMO FOTOGRAFICO: LANDSCAPE, PORTRAIT, NATURA, STREET LIFE, LIFESTYLE, SNORKELLING, UNDERWATER SAFARI, BIRDWATCHING, ANIMAL SPOTTING, TRAVEL REPORTAGE
VIAGGIO IN SICUREZZA:
- HOTEL CAT 4 STELLE (STANDARD LOCALI)
- MEZZI DI TRASPORTO IN SICUREZZA (Minivan e Barca/Caicco con cabine)
- CORRISPONDENTI CONSOLIDATI E AUTORIZZATI
- ITINERARIO IN SICUREZZA
- GARANZIA POLIZZE DI VIAGGIO
EMOZIONI:
In Papua Nuova Guinea il viaggio assume un ritmo diverso. Le Highlands si svegliano tra nebbie sottili, il profumo dei fuochi accesi e le voci dei clan che si preparano a una nuova giornata. Qui la cultura non è confinata nei musei ma vive nelle danze, nelle pitture corporali, nei canti e negli ornamenti cerimoniali che raccontano storie di appartenenza e identità. Scendere poi verso il corso del Sepik significa abbandonare il concetto di “itinerario classico” per seguire invece la logica del fiume, delle maree, delle canoe e delle comunità che vivono sulle sue sponde. Nelle case degli spiriti, tra scultori che lavorano il legno con gesti antichi, bambini che giocano sull’acqua e lagune abitate da coccodrilli, si percepisce una dimensione remota e fragile, che richiede ascolto, rispetto e tempo. Il Festival di Goroka è uno dei momenti più intensi della vita culturale delle Highlands. Per tre giorni decine di gruppi etnici raggiungono l’arena portando con sé copricapi in piume di uccelli del paradiso, conchiglie, pitture naturali, canti e danze tribali. Non si tratta di uno spettacolo costruito per il visitatore, ma di una celebrazione dell’identità, un’occasione in cui i clan riaffermano il proprio posto all’interno del mosaico culturale papuano. Assistere alle preparazioni dietro le quinte, osservare i giovani che dipingono i corpi, ascoltare il suono dei tamburi e dei canti armonici permette di entrare in contatto con un patrimonio immateriale raro, vivo e profondamente radicato.

