
Da Kolkata (Calcutta) a Jagdalpur, viaggio dentro una delle celebrazioni più intense dell’India
Ci sono momenti in India in cui il confine tra spiritualità, caos, arte e vita quotidiana semplicemente scompare.
La Durga Puja è uno di questi.
Per alcuni giorni il Bengala Occidentale si trasforma completamente: le città si illuminano, le strade non dormono mai, migliaia di persone si riversano nei quartieri tra musica, profumo d’incenso, tamburi rituali e gigantesche installazioni artistiche dedicate alla dea Durga. Ma ridurre Durga Puja ad una semplice festa religiosa sarebbe un errore. È molto di più. È identità bengalese. È arte effimera. È teatro urbano. È devozione popolare. È appartenenza collettiva.
E soprattutto è uno dei momenti più straordinari per comprendere l’anima profonda dell’India.

Chi è la dea Durga?
Nella tradizione induista, Durga rappresenta la forza femminile divina, la protezione e la vittoria del bene sul male. Secondo la leggenda, gli dei crearono Durga per sconfiggere il demone Mahishasura, essere metà uomo e metà bufalo che nessuna divinità maschile riusciva a fermare. La dea appare con molte braccia, ciascuna armata con simboli donati dagli dei: tridente, spada, arco, disco, lancia. Ai suoi piedi il demone sconfitto. Accanto, il leone che rappresenta forza e coraggio. Durante Durga Puja la dea “ritorna sulla terra” per alcuni giorni, entrando simbolicamente nelle case e nelle città.
Kolkata: la città che non dorme
Kolkata durante Durga Puja cambia completamente volto. Interi quartieri competono per realizzare i pandal più spettacolari: strutture temporanee costruite in bambù, tessuti, legno e materiali artistici che possono ricordare templi antichi, scenografie cinematografiche o installazioni contemporanee. Alcuni richiedono mesi di lavoro e coinvolgono scultori, pittori, elettricisti, musicisti, artigiani del bambù, stilisti, artisti contemporanei.
La città diventa un museo a cielo aperto. Di notte, Kolkata raggiunge forse il suo momento più incredibile. Le strade rimangono vive fino all’alba. Famiglie intere camminano da un pandal all’altro mangiando street food, bevendo chai e partecipando ad una celebrazione collettiva unica al mondo.
L’immersione finale: quando la dea ritorna al fiume
L’ultimo giorno della celebrazione è probabilmente il più emozionante. Le statue vengono trasportate in processione verso il fiume Hooghly tra canti, tamburi e danze. Migliaia di persone accompagnano la dea nel suo ritorno simbolico al mondo divino. Le immagini di Durga che lentamente scompaiono nelle acque del fiume rappresentano uno dei momenti più intensi e fotografici dell’intera festa.

Jagdalpur e il Bastar Dussehra: il volto tribale della celebrazione
Molto meno conosciuta rispetto a Kolkata, ma forse ancora più sorprendente, è la celebrazione che si svolge a Jagdalpur, nel cuore della regione tribale del Bastar. Qui la festa assume caratteristiche completamente diverse.
Il cosiddetto Bastar Dussehra non è soltanto una celebrazione induista classica, ma un antico rituale tribale che coinvolge decine di comunità provenienti dalle foreste del Chhattisgarh. Per oltre settanta giorni si susseguono processioni rituali, incontri tribali, danze tradizionali, culti ancestrali, trasporto di enormi carri cerimoniali in legno, cerimonie dedicate alla dea Danteshwari. L’atmosfera qui è completamente diversa rispetto a Kolkata: meno scenografica, più arcaica e spirituale. È un’India rurale, forestale e profondamente tribale, lontanissima dagli stereotipi turistici più conosciuti.
Curiosità sulla Durga Puja
- Nel 2021 la Durga Puja è stata inserita dall’UNESCO tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità.
- Alcuni pandal di Kolkata costano centinaia di migliaia di euro.
- Durante i giorni della festa molte aziende e uffici chiudono completamente.
- I tamburi tradizionali usati durante la celebrazione si chiamano dhak.
- Molte statue vengono realizzate utilizzando argilla prelevata simbolicamente vicino al Gange.
- A Kolkata milioni di persone partecipano ogni anno ai festeggiamenti.
Un’India che va vissuta, non soltanto osservata
Partecipare alla Durga Puja significa entrare dentro una celebrazione collettiva che coinvolge ogni aspetto della vita quotidiana.
Non si assiste semplicemente ad una festa religiosa.
Si attraversano città illuminate fino all’alba, si ascoltano i tamburi rituali risuonare nei vicoli, si osservano gli artigiani dare forma agli dei e si incontra un’India intensa, profondamente umana e ancora capace di vivere il sacro come esperienza collettiva totale.
Da Kolkata alle regioni tribali del Bastar, questo viaggio permette di cogliere due anime profondamente diverse dell’India: quella urbana, artistica e travolgente del Bengala e quella ancestrale, tribale e rituale dell’India centrale.
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