ETIOPIA, MESKAL
LA FESTA DELLA CROCE
Nord Etiopia, Dancalia E Harar

FOCUS DEL VIAGGIO:
- IMPEGNO MEDIO
- DURATA 14 GIORNI, 11 NOTTI
- VIAGGIO CULTURALE, NATURALISTICO, GEOLOGICO, ANTROPOLOGICO
- GUIDA LOCALE IN LINGUA ITALIANA
STILE DEL VIAGGIO:
- TURISMO CULTURALE, UNESCO HERITAGE
- TURISMO NATURALISTICO, DESERT EXPERIENCE
- TURISMO FOTOGRAFICO: LANDSCAPE, PORTRAIT, STREET LIFE, TRAVEL REPORTAGE, NATURA
VIAGGIO IN SICUREZZA:
- HOTEL 3 - 4* (STANDARD LOCALI)
- MEZZI DI TRASPORTO IN SICUREZZA
- CORRISPONDENTI CONSOLIDATI E AUTORIZZATI
- ITINERARIO IN SICUREZZA
- GARANZIA POLIZZE DI VIAGGIO
EMOZIONI DEL VIAGGIO:
Un itinerario che unisce la potenza della natura primordiale e la profondità spirituale dell’Etiopia. Dalle montagne sacre del nord ai paesaggi vulcanici della Dancalia, fino alla città murata di Harar, crocevia di culture, commerci e tradizioni millenarie. Il viaggio attraversa deserti di sale, vulcani attivi, monasteri rupestri e mercati locali, tra villaggi Afar, altopiani etiopici e città storiche dove il tempo sembra essersi fermato. Le notti ai margini dell’Erta Ale, le carovane di dromedari nella depressione della Dancalia, le antiche chiese scavate nella roccia e l’atmosfera mistica delle celebrazioni religiose restituiscono il senso di un’Etiopia intensa e autentica. Un percorso pensato per viaggiatori curiosi e consapevoli, con spirito di adattamento e desiderio di entrare in contatto con l’anima più profonda del Paese.
Il Meskal, la Festa del Ritrovamento della Vera Croce di Gesù, viene celebrato da oltre 1600 anni ed è una delle ricorrenze religiose più importanti della Chiesa ortodossa etiope. La tradizione narra che l’Imperatrice Elena (Hanna), madre dell’Imperatore Costantino, accese un grande fuoco d’incenso e che il fumo le indicò il luogo esatto dove venne ritrovata la croce sulla quale fu crocifisso Gesù. Secondo la leggenda, le croci ritrovate erano tre, ma solamente una si rivelò autentica grazie ai miracoli che le furono attribuiti. L’evento originario avvenne il 19 marzo del 326 d.C., ma oggi la celebrazione cade nel mese di settembre, al termine della stagione delle piogge, quando gli altopiani etiopici si tingono di verde intenso e si ricoprono delle tipiche margherite gialle chiamate proprio “Meskel”. Nella regione del Wollo, presso il monastero di Gishen Mariam, viene custodito un frammento della presunta Vera Croce. Un antico manoscritto, il Tefut, scritto durante il regno dell’Imperatore Zera Yacob (1434–1468), racconta come la reliquia sia giunta in Etiopia. Secondo la tradizione orale dei monaci, mentre i sovrani cristiani etiopici chiedevano oro in cambio della protezione dei copti perseguitati, l’Imperatore Dawit avrebbe richiesto al Patriarca di Alessandria proprio un frammento della Vera Croce, ricevendolo nel giorno del Meskal. Le celebrazioni sono caratterizzate da canti liturgici, danze tradizionali e grandi processioni popolari. Immense croci decorate con rami e fiori vengono innalzate nelle piazze e nei villaggi, mentre al tramonto viene acceso il “Demera”, un enorme falò rituale costruito con rami di eucalipto e margherite gialle. Il fumo e la direzione della sua dispersione rappresentano, secondo la tradizione, un presagio per la stagione futura e per il raccolto. L’atmosfera che si crea è unica: migliaia di fedeli vestiti di bianco, il profumo dell’incenso, i canti religiosi e il bagliore del fuoco trasformano il Meskal in una delle esperienze spirituali e culturali più intense dell’intero continente africano.

