PAKISTAN
Kalash Chilam Joshi Festival

FOCUS DEL VIAGGIO:
- IMPEGNO ALTO
- DURATA 16 GIORNI, 14 NOTTI
- VIAGGIO ETNICO / CULTURALE / NATURALISTICO / PHOTO EXPERT
- VIAGGIO DI GRUPPO
- GUIDA LOCALE IN LINGUA INGLESE
- ACCOMPAGNATORE DA 10 PARTECIPANTI
STILE DEL VIAGGIO:
- TURISMO ETICO E RESPONSABILE FINALIZZATO ALLA VALORIZZAZIONE DI CULTURE E CONSERVAZIONE DI USI E TRADIZIONI
- TURISMO CULTURALE CON LA SCOPERTA DI ETNIE, COSTUMI LOCALI E FESTE TRADIZIONALI
- ECO-TURISMO CON VISITA A VILLAGGI, MERCATI E REALTÀ SOCIALI
- VIAGGIATORI ESPERTI CON SPIRITO DI ADATTAMENTO
VIAGGIO IN SICUREZZA:
- HOTEL 3* 4* – STRUTTURE CATEGORIA STANDARD LOCALI
- MEZZI DI TRASPORTO IN SICUREZZA (Bus /Jeep)
- CORRISPONDENTI CONSOLIDATI E AUTORIZZATI
- ITINERARIO IN SICUREZZA
- GARANZIA POLIZZE DI VIAGGIO
EMOZIONI DEL VIAGGIO:
Natura, etnie, cultura: aspetti diversi e sorprendentemente coesistenti in un unico avvincente Paese, in cui l’itinerario è ricerca di un glorioso passato in grado di soddisfare il viaggiatore esigente. Il Pakistan è uno dei paesi più interessanti e vasto del subcontinente indiano: l’itinerario è proposto nella sua area settentrionale e nell’area metropolitana di Islamabad. La coincidenza con la “chicca” e poco nota festa Kalash Chilam Joshi Festival nella valle di Bumburet, a pochi chilometri dal confine con l’Afghanistan, consente di conoscere da vicino in occasione dell’evento primaverile l’eccezionale etnia Kalash, innestandosi in uno dei rami principali della Via della Seta, che dal Centro Asia attraverso il Khunjerab Pass conduce all’India, ricco di testimonianze culturali e archeologiche di influsso Tibetano e Ghandara.
KALASH CHILAM JOSHI FESTIVAL: La festa primaverile dei Kafir Kalash, eredi di Alessandro Magno, con le particolari tradizioni, danze e costumi colorati.
ATTUALITA’ & COSTUME: Officina di laboratori e pittura di Trucks, Partita di Polo, Mercati Old Raja Bazar Rawalpindi e Saddar Bazaar Gilgit, Shandur Top con Shandur Polo Ground il più alto campo di Polo del mondo, Hunza Valley dove si trova il mito di Shangri-lá, Karakorum Highway la superstrada più transitata di Tir, che ha preso il posto della mitica Via della Seta, Ponti sospesi tibetani, Chalt punto di collisione dell’Indo-Pak continentale, Genuini villaggi nelle valli isolate.


Recensioni
Salve, il viaggio, è una scenografia maestosa ed emozionante è una vastità impossibile da abbracciare con due soli occhi, figuriamoci con macchine fotografiche, nessuna descrizione, nessun racconto, potranno mai restituire questa sensazione dell' immenso. Veniamo al viaggio: non è per tutti, in quanto alcuni trasferimenti sono lunghi e faticosi su strada maggiormente sterrata, nelle jeep bisogna entrare dal finestrino, bisogna essere un po' atletici. A riguardo della accompagnatrice Marianne ho un opinione molto positiva, sempre disponibile e dialogante, nonostante ha dovuto affrontare delle insulti e offese, a riguardo del gruppo, la maggioranza era tranquilla, fatta eccezione di alcuni partecipanti che erano abbastanza egocentrici con smanie di protagonismo volevano impartire a Marianne come doveva modificare il programma, a mio avviso dei gran cafoni, che avevano viaggiato sempre con Avventure nel Mondo, a riguardo degli alloggi apprezzabili, il meno rispetto agli altri a Bumburet dove l' acqua calda era un opzione, mancava quasi sempre, gli autisti bravi e prudenti. Una bella avventura che rimarrà indelebile!!!
Un saluto Gianfranco.
Ciao Barbara e Massimo.
Siamo a Istanbul in aeroporto in attesa del volo che ci riporterà in Italia.
Il viaggio è stato strepitoso; il Pakistan ,le sue montagne, i paesaggi fuori da ogni immaginario, e la libertà dei Kakash e degli Hunza, mi hanno lasciato esterefatta.
Il plauso più grande va alla nostra guida, Amjad, per la sua cura, attenzione, professionalità, ospitalità ( ci ha accolti nel suo villaggio Passu e nella sua casa ) ,oltre che essere contraddistinto da una spiccata propensione a far sì che il viaggiatore possa entrare in contatto con le comunità locali senza nessun tabù né freno( cosa che invece era accaduta nel mio viaggio di novembre nel Pakistan del sud).
A differenza del viaggio di Novembre scorso, questa volta - sempre grazie ad Amjad - i pasti sono sempre stati abbondanti e soddisfacenti.
Amjad è davvero superlativo e sono certa sia la scelta eccellente per i viaggi in Pakistan.
Un plauso anche agli autisti e alla nostra accompagnatrice Marianne.
A presto,.
Raffaella
Ciao Massimo siamo appena tornati dal Pakistan. Volevo lasciarti il mio feedback a caldo.
Il viaggio è stato molto bello, con paesaggi che sono stati ben più grandiosi delle mie previsioni e un rapporto amichevole con la popolazione che mi ha sorpreso. L’organizzazione ha soddisfatto le mie aspettative per queste tipologie di viaggi. Un encomio speciale va alla guida Amjad. Con la sua preparazione e serietà è stato senza dubbio il principale motore dell’ottima riuscita. Grazie anche a Marianne che l’ha richiesto con forza e ha contribuito con lui a mantenere dritta la barra della navigazione, nonostante qualche partecipante non proprio in bolla.
Col solo scopo costruttivo e collaborativo, mi permetterei però di esprimere anche un appunto sulla base della mia personale esperienza ed esigenza. Ovviamente è una considerazione assolutamente soggettiva che non inficia quanto suddetto, ma potrebbe comunque dare spunti di miglioramento.
Questo viaggio in Pakistan mi ha dato la conferma su quanto recepito già in Etiopia in agosto: le tempistiche, secondo me, sono un po’ troppo cucite su una clientela anziana. Ho trovato i tempi dedicati al riposo un po’ troppo dilatati, con arrivi in hotel anche più di due ore prima della cena, che in questo viaggio ha sempre rappresentato la conclusione della giornata (con la buonanotte già alle 21 di sera!!! Nonostante le sveglie “comode”). A causa dell’isolamento o per scarsa sicurezza dei posti, spesso il programma obbliga anche chi non ha necessità di eccessivi riposi a chiudersi in hotel un sacco di inutili ore. Spesso per strada ci sarebbe l’occasione anche solo di fermarsi per immergersi qualche minuto in più nella vita della gente comune, aspetto essenziale in queste tipologie di viaggi, per poi magari arrivare in hotel comunque in orari accettabili anche per chi volesse “prendersi i suoi tempi”. L’ultimo giorno a Islamabad, per esempio, l’arrivo in hotel è stato alle 14. È vero che abbiamo trovato chiuso il museo di Taxila e che dovevamo recuperare dal primo giorno il monumento nazionale (purtroppo poi chiuso anche quello), ma se tutto fosse andato liscio da programma saremmo comunque arrivati alle 15, senza aver più nient’altro da fare. Alcuni clienti avevano effettivamente la necessità di andare a dormire, ma a me è stata data come unica alternativa quella di un’oretta in un anonimo centro commerciale, per poi girare nelle vie intorno all’hotel con l’unico scopo di passare il tempo. Anche in Etiopia ho dovuto attenermi ai prolungati risposini post pranzo dei pensionati, prima di poter ripartire a metà pomeriggio per continuare il programma.
Ripeto che è un’esigenza personale e che non cambia il mio parere generale dei due viaggi, ma ritengo anche che sia un’esigenza molto diffusa in chi ama viaggiare in età lavorativa. Tieni conto che mi sto avvicinando ai 50 anni, cioè non sono più un ragazzino. Penso che una clientela più giovane sarebbe ancora più insofferente durante queste pause. Ti suggerirei magari di pensare ad alternative semplici, come a un mercato in più, un giro non previsto mentre altri dormono in albergo o una fermata inattesa qualora si sappia di essere in anticipo sui tempi (ovviamente se le condizioni dei luoghi non siano ostative). Non avere la sensazione di perdere tempo potrebbe attirare una clientela più giovane, interessata ai vostri viaggi che altri operatori non hanno in catalogo. Come dicevo, sono solo considerazioni soggettive che puoi assolutamente ignorare. Tra i viaggi che proponete ce ne sono alcuni che mi interesserebbe fare in futuro. Sappi che le mie scelte non dipendono in alcun modo da questa mail, ma se può dare spunti di miglioramento e riflessione, ritengo sia vantaggioso per chiunque.
Grazie di tutto e alla prossima avventura.
Un saluto
Alessandro
Viaggio nel Pakistan del nord e stato emozionante. Montagne maestose, fiumi potenti, vallate verdi e coltivate che dall'alto sembrano spesso prati inglesi. Clima gradevole. Strade strette, sterrate e spesso infangate che grazie alla bravura eccezionale dei nostri autisti è stato sempre uno spettacolo mozzafiato contemplare la natura che ci circondava. Il passaggio dei grandi, stracarichi e coloratissimi camion dove gli autisti stessi ci salutavano dall'alto delle loro cabine quando ci incrociavamo ci ha divertito durante le lunghe ore di trasferta. La gente locale ci ha mostrato un'ospitalità e accoglienza senza uguale (forse anche come in Iran), volenterosi per farsi e farci fare foto. Il festival della popolazione Kalash con i loro costumi, le case locale di legno e pietra un tocco unico e particolarmente interessante. Diamo un caloroso ringraziamento grande al nostro guida Amjad, persona dolce, preparata, sempre disponibile e attenti ai nostri richieste dove possibile. Ci ha perfino portato a Passu (paese suo) per conoscere la sua famiglia (altrettanto ospitale). Ringraziamo anche la nostra accompagnatrice Marianne per la sua organizzazione.
Mi permetto comunque alcune osservazioni:
- troppo tempo perso per i pranzi giornalieri. Chiamiamoli grandissimi abbuffate a poche ore dagli altri pasti (colazione e cena). Personalmente penso ci abbia tolto l'occasione di vedere cose più importanti ed interessanti lunga il nostro percorso. Avrei apprezzato più tempo a camminare e contemplare nostro dintorno che non tante ore sedute a tavola.
- jeep scomodi e piccoli senza finestrini ma accettabile visto le condizione delle strade strette e dissestate e soprattutto la bravura degli autisti sempre allegri.
Conclusione : bellissimo viaggio. Questo è stato il nostro secondo viaggio con voi e torneremo ancora a fare altre.
Saremmo grati di ricevere le vostre t-shirt anche per pubblicizzare Viaggitribali.
Cordiali saluti,
Josephine e Massimo
Buongiorno, il viaggio in Pakistan del nord mi ha soddisfatto molto.
Ho assistito al Kalash festival con molto interesse, ed era l'evento a cui tenevo di più.
Devo sottolineare che il viaggio è stato condotto molto bene grazie alla presenza di Amjad, guida attenta, molto preparata con sensibilità davvero rara.
Se ritornassi in Pakistan, nel sud questa volta, chiederei la sua presenza.
Anche Marianne è stata una buona accompagnatrice, cercando di soddisfare tutte le esigenze dei partecipanti, anche quando venivano esternate in maniera inappropriata.
Chiara